La morte di una persona cara è un avvenimento triste e doloroso che implica anche doveri ed oneri burocratici come la presentazione della dichiarazione di successione.
Ma a cosa serve la dichiarazione di successione ?
La dichiarazione di successione è un documento che deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate per comunicare l’entità del patrimonio del defunto e il passaggio di proprietà o altro diritto dal defunto agli eredi, così da consentire l’applicazione delle relative imposte. Non è necessario rivolgersi ad un Notaio in quanto è una dichiarazione e non un atto.
L’ adempimento è obbligatorio ed ha natura prevalentemente fiscale.
Chi deve presentare la Dichiarazione di Successione
Sono obbligati a presentare la Dichiarazione di Successione:
- gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari (purché non vi abbiano espressamente rinunciato o – non essendo nel possesso dei beni ereditari – chiedono la nomina di un curatore dell’eredità, prima del termine previsto per la presentazione della Dichiarazione di Successione) o i loro rappresentanti legali;
- gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta;
- gli amministratori dell’eredità;
- i curatori delle eredità giacenti;
- gli esecutori testamentari;
- i trustee.
Anche se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione, è sufficiente presentarne una sola, quindi un solo modello valido per tutti.
Non c’è obbligo di dichiarazione se si verificano entrambe le seguenti condizioni:
- l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto;
- l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.
Chi è esonerato dall’obbligo della dichiarazione di successione
Ai sensi del quinto comma dell’articolo 28 del Testo Unico sono esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione i chiamati all’eredità e i legatari nei seguenti casi:
- se hanno rinunciato all’eredità o al legato prima che sia scaduto il termine di presentazione della dichiarazione;
- quando hanno chiesto di nominare un curatore per amministrare l’eredità non trovandosi nel possesso dei beni ereditari.
In entrambi i casi devono aver spedito con raccomandata la copia della dichiarazione di rinuncia o dell’istanza di nomina del curatore all’Agenzia delle entrate.
Entro quanto presentare la dichiarazione di successione
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide con il momento del decesso del de cuius.
Se viene presentata in ritardo si incorre in sanzioni amministrative.
Dove presentare la dichiarazione di successione
La dichiarazione deve essere presentata presso l’Ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione il de cuius aveva l’ultima residenza o domicilio fiscale e deve essere predisposta su un apposito modello a disposizione presso l’Agenzia delle entrate a pena di nullità della dichiarazione stessa e spedita telematicamente mediante il software messo a disposizione dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
Quali documenti bisogna presentare per la dichiarazione di successione
Ecco l’elenco dei documenti necessari per la presentazione della dichiarazione di successione:
- certificato di morte in carta libera per uso dichiarazione di successione;
- autocertificazione sullo stato di famiglia storico;
- fotocopia di un documento di identità in corso di validità di tutti gli eredi;
- fotocopia del tesserino del codice fiscale o della tessera sanitaria regionale del de cuius e di tutti gli eredi;
- atti di provenienza delle proprietà immobiliari intestate al deceduto e/o cointestate con altri soggetti;
- atti di donazione che il defunto ha stipulato in vita in favore di uno o più eredi;
- documenti tecnici sugli immobili intestati al deceduto (planimetrie catastali, elaborati planimetrici, mappale, copie accatastamenti, eventuali variazioni successive);
- 2 copie autentiche della pubblicazione dell’eventuale testamento;
- copia autentica del verbale di eventuale rinuncia all’eredità;
- fattura dell’avvenuto pagamento delle spese funebri e delle spese mediche;
- dichiarazione bancaria / postale di sussistenza e consistenza di mutui ipotecari, conti correnti, libretti, investimenti finanziari, gestioni patrimoniali, fondi comuni di investimento, azioni, obbligazioni, certificati di deposito bancari, pronti conto termine;
- attestato con eventuali ratei di invalidità civile maturati e non riscossi dal defunto;
- dichiarazione del datore di lavoro con indicate le indennità maturate dal lavoratore dipendente (es. mensilità, 13ma, 14ma, TFR, ferie, ecc.);
- dichiarazione societaria di titolarità di quote e valorizzazione delle stesse (sottoscritta dal commercialista);
- verbale di apertura delle cassette di sicurezza, redatto da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio oppure da un pubblico ufficiale.
Quali sono le imposte di successione
Una volta presentata, l’Agenzia provvederà a quantificare l’imposta di successione che
deve essere liquidata entro 60 giorni in solido.
Sono previste delle franchigie, ripartite in tal modo:
– Il coniuge superstite ed i figli del de cuius sono esonerati dal pagamento della tassa di successione fino ad un milione di euro dichiarati e costituenti il patrimonio, al di là di tale somma si applica per l’importo in eccesso un’aliquota pari al 4%
– Per i germani/e ( fratelli e sorelle) invece la franchigia copre importi fino a 100 mila euro, le somme in eccesso saranno sottoposte ad una tassazione con aliquota al 6%
– Per i parenti fino al quarto grado l’aliquota è al 6%
– Per gli altri soggetti l’aliquota arriverà all’8%
I soggetti portatori di un handicap considerato grave ai sensi della legge 104 del 1992 in tutti i gradi di parentela godono di una franchigia più alta, ovvero pari ad 1.500.000 euro per erede.
Se nell’eredità sono ricompresi beni immobili, gli eredi sono tenuti a versare le imposte ipotecarie e catastali, salvo uno o più eredi possano avvantaggiarsi dei benefici della prima casa solo in tal caso verranno versate le due imposte in misura fissa e non nella misura del 1% e del 2%. Infine dovranno essere versate le tasse ipotecarie e i tributi necessari per eventuali trascrizioni nei Registri immobiliari.
Si può modificare la dichiarazione di successione?
Si, secondo l’art. 28 del Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta delle successioni e donazioni che al comma 6 stabilisce quanto segue : “Se dopo la presentazione della dichiarazione della successione sopravviene un evento, diverso da quelli indicati all’art. 13, comma 4, e dall’erogazione di rimborsi fiscali che da’ luogo a mutamento della devoluzione dell’eredita’ o del legato ovvero ad applicazione dell’imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se per effetto di tale evento, devono presentare dichiarazione sostitutiva o integrativa. Si applicano le disposizioni dei commi 1, 3 e 8″.
Si deve compilare una dichiarazione integrativa che permetta la correzione o l’integrazione della dichiarazione di successione già presentata.



