L’eredità può essere accettata puramente e semplicemente o con beneficio di inventario.
L’accettazione pura e semplice determina la confusione del patrimonio del defunto con quello dell’erede, mentre l’accettazione con beneficio di inventario consente di tener distinto il patrimonio del defunto da quello dell’erede.
Il grande vantaggio dell’accettazione beneficiata è che l’erede non compromette il proprio patrimonio personale per il pagamento dei debiti ereditari.
Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste e come funziona tale tipo di accettazione.
Qual è il procedimento per accettare l’eredità con beneficio di inventario
La procedura è abbastanza articolata ma può essere schematizzata nelle seguenti fasi:
- la prima cosa da fare è la dichiarazione di voler accettare con beneficio di inventario resa o davanti ad un notaio o davanti al cancelliere del Tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione;
- la suddetta dichiarazione deve essere resa pubblica mediante l’inserzione nel registro delle successioni presso la cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione, e la trascrizione presso i registri immobiliari del luogo dell’aperta successione sempre a cura del cancelliere;
- il compimento dell’inventario da parte di un notaio o del cancelliere delegati, che contiene l’elenco e la descrizione dei beni ereditari e la loro valutazione. Anche l’inventario deve essere soggetto a pubblicità mediante inserzione nel registro delle successioni;
- la liquidazione delle passività ereditarie;
- il pagamento di creditori e legatari.
Quali sono gli effetti del beneficio di inventario
Con l’inventario l’erede gode del beneficio della limitazione di responsabilità patrimoniale. Più precisamente, l’erede è tenuto al pagamento dei debiti ereditari esclusivamente entro il valore dei beni al medesimo pervenuti. Ciò significa che l’erede risponde nei confronti dei creditori ereditari non solo entro i limiti del valore dell’eredità, ma anche con i soli beni dell’eredità.
Chi può accettare con beneficio d’inventario
Ogni chiamato all’eredità può accettarla con beneficio d’inventario.
In alcuni casi, però, la legge prevede espressamente l’obbligo di accettare l’eredità con beneficio d’inventario. È il caso dei minori, degli incapaci, delle persone giuridiche, delle associazioni e degli enti non riconosciuti e delle fondazioni.
Tempistiche per l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario
Il periodo che la legge concede all’erede per accettare l’eredità con beneficio di inventario è diverso a seconda che l’erede si trovi o meno nel possesso dei beni ereditari.
Il chiamato nel possesso dei beni ereditari deve fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione. Se entro questo termine non l’ha completato può chiedere al Tribunale una proroga di ulteriori tre mesi.
Il chiamato non in possesso dei beni ereditari può fare dichiarazione e inventario fino a che il diritto di accettare l’eredità non sia prescritto (10 anni). Attenzione, però, una volta effettuata la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, l’erede deve predisporre l’inventario entro tre mesi dalla suddetta dichiarazione, altrimenti viene considerato un erede puro e semplice.
Quando si decade dal beneficio di inventario
L’art. 493 c.c. prevede che l’erede decada dal beneficio d’inventario quando:
- aliena uno o più beni ereditari;
- sottopone a pegno o ipoteca uno o più beni ereditari;
- transige relativamente a uno o più beni ereditari;
senza l’autorizzazione giudiziaria e senza osservare le forme prescritte dal codice di procedura civile.
L’autorizzazione – per i beni mobili – non è necessaria trascorsi cinque anni dalla dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario.
Dal beneficio d’inventario, inoltre, decade l’erede che ha omesso in mala fede di denunciare nell’inventario beni appartenenti all’eredità, o che ha denunziato in mala fede, nell’inventario stesso, passività inesistenti.
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