Purtroppo in Italia il diritto al gioco è poco garantito.
Secondo le statistiche sembra che il 98% dei bambini dai 3 ai 10 anni gioca soprattutto in casa, e, meno del 10% pratica regolarmente giochi all’aperto.
Un bambino su quattro, invece, trascorre più di tre ore al giorno dinanzi allo schermo di uno smartphone o tablet.
Il gioco è fondamentale per lo sviluppo del bambino.
Giocando, il piccolo impara come funziona il mondo, a relazionarsi con gli altri, a usare l’ingegno e ad impegnarsi per risolvere piccoli problemi.
L’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’ infanzia, emanata dall’ONU il 20 novembre 1989, sancisce il diritto al gioco e richiama tutti gli adulti ad adoperarsi perché sia soddisfatto.
Il diritto al gioco deve essere garantito a tutti i bambini, anche a coloro che hanno una disabilità motoria, sensoriale ed intellettiva secondo le modalità ed i tempi impartiti dagli insegnanti, dagli educatori e dai genitori .
Il gioco è la principale attività dei bambini.
E’ divertimento, esplorazione del mondo, avventura e scoperta di sé, esercizio delle proprie capacità individuali, occasione di apprendimento, attività liberatoria di tensioni nervose, scarica di emozioni forti come la paura, la rabbia, l’ansia e la gioia, ma soprattutto è abbandono momentaneo della realtà per entrare nel mondo della fantasia in cui tutto è possibile e realizzabile.
E’ attraverso il gioco che passa la comunicazione più profonda tra adulti e bambini.
La capacità dei genitori di trascorrere del tempo a giocare con i propri figli garantisce ai piccoli una sensazione di benessere psichico e consente loro di rafforzare il senso di sicurezza e protezione.
Purtroppo gli impegni scolastici, l’assenza costante dei genitori, i pochi spazi cittadini attrezzati, il crescente numero di mamme che lavorano e l’incidenza, ormai, preponderante di figli unici, impediscono o limitano fortemente la pratica del gioco.
L’importante è che il gioco sia spontaneo e che non venga fatto coincidere con le attività extrascolastiche ( attività sportive, corsi di lingua, teatro, danza etc) troppo spesso imposte dai genitori e non sempre frutto di libera scelta dei figli.
Non dimentichiamo che il Carnevale per i bambini rappresenta un momento di divertimento e di svago.
Quindi, almeno per un giorno all’anno lasciamo che i nostri figli abbiano la possibilità di vestire i panni dei propri personaggi preferiti siano essi supereroi o cartoni animati.
Anche il Carnevale è un gioco e, come tutti i giochi, è una cosa seria che ogni bambino ha diritto di vivere a modo suo.



