Le donazioni

Che cosa è la donazione

La donazione è un atto di liberalità, un contratto con il quale una persona arricchisce un’altra attribuendole un diritto proprio o assumendo verso la stessa un’obbligazione (art. 769 c.c.). Ma cosa si intende per liberalità? E’ un atto con il quale una parte spontaneamente arricchisce l’altra senza esservi tenuta e senza che ciò costituisca adempimento di una obbligazione, ma attraverso un impoverimento proprio. Per questo motivo la donazione viene definita uno strumento giuridico a titolo gratuito ma si distingue dal testamento che produce effetti solo dopo la morte del testatore.

In questo contratto gratuità significa assenza di corrispettivo.

Se si ha il desiderio di donare qualcosa a qualcuno (figli, amici, parenti) prima della successione è necessario ricorrere alla donazione.

Quali sono i requisiti della donazione

Affinchè si abbia una donazione valida devono ricorrere determinati requisiti:

  1. un valido consenso di entrambe le parti (donante e donatario) e la causa della donazione che deve essere lecita;
  2. la volontà del donante di spogliarsi di un proprio bene senza alcun corrispettivo e senza alcun obbligo e la conseguente volontà di arricchire un’altra persona;
  3. il trasferimento del bene che si intende donare dal patrimonio del donante a quello del donatario;
  4. l’accettazione del donatario che deve essere espressa;
  5. l’atto di donazione a pena di nullità deve essere redatto nella forma dell’atto pubblico redatto da un Notaio così come l’accettazione del donatario.

Chi può donare

Per poter donare occorre avere la piena capacità di disporre dei propri beni. Quindi non è in grado di donare il minoreanche se emancipato e autorizzato all’esercizio di una impresa, l’inabilitato o l’interdetto e colui che è stato dichiarato fallito.

Dato il carattere personale della donazione, colui che dona non può attribuire ad altri tramite procura la facoltà di designare il donatario (il ricevente la donazione) o consentire ad un terzo di determinare l’oggetto della donazione.

Chi può ricevere una donazione

Tutte le persone in grado di assumere la titolarità di un rapporto giuridico possono essere considerate donatarie ovvero possono ricevere una donazione. Anche i nascituri possono ricevere per donazione ovvero quei soggetti che sono stati concepiti ma non sono ancora nati al momento della donazione. Possono ricevere per donazione anche i nascituri non ancora concepiti purchè si tratti del figlio di una determinata persona vivente al tempo della donazione. Possono altresì ricevere per donazione il minore anche se emancipato e autorizzato all’esercizio di impresa, l’interdetto e l’inabilitato purchè vi sia l’autorizzazione del Giudice Tutelare e l’accettazione dei rispettivi rappresentanti legali.

La forma della donazione

La donazione è un contratto solenne e per essere valida deve essere redatta per atto pubblico notarile sotto pena di nullità. Richiede, inoltre, la presenza irrinunciabile di due testimoni che non siano parenti coniugi o affini, né interessati all’atto.

Per i beni di modico valore (donazione di modico valore) non occorre tale forma solenne. La modicità del valore deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante, nel senso che la donazione non deve incidere in modo apprezzabile sul suo patrimonio, altrimenti è necessario concludere una donazione formale.

Anche nel caso delle c.d. donazioni indirette non è richiesta la forma dell’atto pubblico notarile ma è necessario rispettare la forma richiesta dalla legge per i contratti tipici diversi che si intendono realizzare. 

Clausole e patti aggiunti alla donazione

Il donante può aggiungere all’atto di donazione alcune clausole che incidono sul contenuto della donazione o sulla sua efficacia.

Ecco cosa può fare il donante:

  • può apporre una condizione sospensiva o risolutiva. In caso di condizione sospensiva il donante subordina l’efficacia della donazione al verificarsi di un evento futuro; nel caso di condizione risolutiva subordina la cessazione dell’efficacia della donazione al verificarsi di un evento futuro ed incerto;
  • può apporre un termine alla donazione (che può essere iniziale o finale);
  • può porre in essere una donazione modale inserendo un onere a carico del donatario (ad esempio, Mario dona a Giuseppe un immobile con l’onere di dare in beneficenza il 50% dei canoni di locazione che ne ricava ogni anno);
  • può porre in essere una donazione con riserva di usufrutto;
  • può porre in essere una donazione con clausola di riserva di disporre di cose determinate o di una determinata somma sui beni donati;
  • può porre in essere una donazione con clausola di riversibilità: il donante può stabilire che le cose donate ritornino a lui nel caso di premorienza del solo donatario o del donatario e dei suoi discendenti.

Tipi particolari di donazione

Chi dona può farlo non solo per spirito di liberalità ma anche altre motivazioni che vanno ad integrare due diversi tipi di donazioni: la donazione rimuneratoria e la donazione obnuziale.

La donazione rimuneratoria è prevista dall’art.770 c.c. e consiste in un particolare tipo di donazione motivata dalla riconoscenza verso il donatario o in considerazione dei meriti e per la particolare stima e gratitudine che il donante nutre nei confronti del donatario.

Le donazioni rimuneratorie, dal momento che generalmente sono dovute ad un comportamento particolarmente lodevole ed apprezzabile del donatario, non sono soggette a revoca per ingratitudine o sopravvenienza dei figli e non comportano per il donatario l’obbligo di versare gli alimenti a favore del donante.

La donazione obnuziale è prevista dall’art.785 c.c.: “La donazione fatta in riguardo di un determinato futuro matrimonio, sia dagli sposi tra loro, sia da altri a favore di uno o di entrambi gli sposi o dei figli nascituri da questi, si perfeziona senza bisogno che sia accettata, ma non produce effetto finché non segua il matrimonio”.

Nell’atto pubblico deve esser espressamente indicato che la donazione è motivata dal matrimonio stesso e non può essere revocata dal donante per ingratitudine né in caso di sopravvenienza di figli.

I vizi della donazione

La donazione è soggetta alle stesse cause di invalidità di un contratto in generale. In particolar modo, la donazione è annullabile quando il donante ha commesso un errore sul motivo e questo risulti dall’atto e sia stato l’unico a determinare la volontà di donare. La donazione, invece, è nulla se il donante ha deciso di donare per un motivo illecito e tale motivo risulta dal contratto ed è stato l’unico a determinare il donante a perfezionare il contratto.

La revoca della donazione

Ci sono casi in cui la donazione può essere revocata anche se non è viziata da nullità o da annullabilità. Ciò avviene nel caso di mutuo dissenso, di ingratitudine del donatario e per sopravvenienza di figli del donante.

Si ha mutuo dissenso quando entrambe le parti (donante e donatario) decidono concordemente di risolvere retroattivamente il contratto di donazione e fanno in modo che il bene donato rientri nel patrimonio del donante.

Il contratto di donazione può essere revocato anche per ingratitudine del donatario se quest’ultimo ha compiuto atti o tenuto comportamenti che coincidono con i casi di indegnità a succedere; se si è reso colpevole di ingiuria grave nei confronti del donante; se ha dolosamente provocato un grave danno al patrimonio del donante, se ha rifiutato indebitamente di corrispondergli gli alimenti.

Infine, se al momento della donazione il donante non aveva figli, egli può ottenere la revoca della donazione per tutelare i propri interessi familiari in considerazione degli obblighi che ne derivano dalla sopravvenienza di figli o discendenti.

L’assistenza legale

Lo Studio Legale Forani presta assistenza e consulenza in materia di donazioni su tutto il territorio nazionale.

È possibile prenotare un appuntamento:

1. utilizzando l’apposito modulo di contatto;

2. chiamando i numeri dello studio in orario di ufficio (0733.81.45.54 e 0733.81.41.10)

3. scrivendo un’e-mail all’indirizzo info@studiolegaleforani.it

Verrai ricontattato entro 24/48 ore.

Avv.Francesca Forani – Vietata la riproduzione anche parziale (tutti i contenuti sono protetti dal diritto d’autore)

    Contattaci

    Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.

    Leggi i post correlati

    L’assegno di mantenimento per i figli. Ecco da dove iniziare

    L’assegno di mantenimento per i figli. Ecco da dove iniziare

    Ogni genitore è finanziariamente responsabile per il proprio figlio. Per  un bambino l’esperienza della separazione e del divorzio dei genitori  rappresenta   la perdita del proprio nucleo familiare ed è,  quasi sempre,  la causa di un intenso disagio emotivo. Per la...

    L’assegnazione della casa coniugale

    L’assegnazione della casa coniugale

    La casa coniugale rappresenta quello spazio fisico carico di emozioni e di significati affettivi che simboleggiano l’unione di due persone. E’ lo specchio della loro identità di coppia e del loro progetto di vita insieme. Talvolta la casa è una delle risorse più...

    Separarsi Con Serenità: Istruzioni Per L’Uso

    Separarsi Con Serenità: Istruzioni Per L’Uso

    Hai preso la difficile decisione di porre fine al tuo matrimonio, ma non vuoi che il tuo divorzio o la tua separazione diventino un incontro di boxe devastante? Un’ esperienza in cui tu e il tuo partner vi odierete a vicenda alla fine del percorso? La separazione e il...

    La separazione consensuale  – Parte II

    La separazione consensuale – Parte II

    LA CONVENZIONE DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA E’ una procedura conciliativa, che consiste in un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza dei propri avvocati...

    La separazione consensuale – Parte I

    La separazione consensuale – Parte I

    "Caro avvocato io e mio marito non abbiamo mai preso in considerazione il divorzio ... a volte l’omicidio, ma mai il divorzio." Così si espresse una mia cliente,alcuni anni fa, rimasta vedova e rivoltasi al mio studio per problemi di successione. Tra il divorzio e...

    Bi-genitorialità = divisione paritaria?

    Bi-genitorialità = divisione paritaria?

    Quando si parla di bigenitorialità e di tempi paritari di permanenza dei genitori presso i figli, mi balza alla mente la storia del re Salomone e delle due mamme del bambino da tagliare a metà. Da dimezzare, in questo caso, non saranno i figli, ma il tempo da...

    Fino a quando dovrò mantenere mio figlio?

    Fino a quando dovrò mantenere mio figlio?

    “Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande” diceva il mitico Charlie Brown . Ma alla domanda delle cento pistole come rispondere? Fino a quando dobbiamo mantenere i nostri figli? Si sa che ai genitori spetta l’onere di continuare ad...

    SCARICA IL LIBRO SU AMAZON

    RICHIEDI LE NOSTRE GUIDE GRATUITE

    COSA DEVI FARE SE STAI PENSANDO DI SEPARARTI
    COME CREARE UN PIANO GENITORIALE EFFICACE