La separazione consensuale -Parte I-

Caro avvocato io e mio marito non abbiamo mai preso in considerazione il divorzio … a volte l’omicidio, ma mai il divorzio.” Così si espresse una mia cliente,alcuni anni fa, rimasta vedova e rivoltasi al mio studio per problemi di successione.

Tra il divorzio e l’omicidio, in realtà c’è una ampia varietà di azioni e di opportunità che permette di ottenere una soluzione soddisfacente per entrambi i coniugi in crisi.

Se avete deciso che è molto più saggio per voi separarvi, la cosa migliore da fare è sforzarsi di lasciarsi andare più dolcemente e più rapidamente possibile.

Salverete  la vostra salute  psico-fisica e risparmierete rilevanti risorse economiche.

Approcciatevi, quindi con fiducia, all’istituto della separazione consensuale.

I requisiti basilari per poter  chiedere una separazione consensuale  si  fondano  sul fatto che entrambi i coniugi concordino:

  1. sul proposito di separarsi;
  2. su tutti i termini e le condizioni della separazione.

Quali sono i benefici di una separazione consensuale?

Il primo beneficio è che i coniugi non devono spiegare il motivo per cui hanno deciso di separarsi.

Una separazione consensuale consente un dialogo costruttivo tra i coniugi per  raggiungere  una soluzione che si adatta ad entrambi.

I coniugi rimangono padroni del la loro vita e della loro separazione.

È una sorta di formula “Prendi 2 Paghi 1”  poiché, diversamente dalla separazione giudiziale che prevede conflitti e lotte a lungo termine,  consente di ottenere non solo  la separazione dal proprio coniuge, ma anche la risoluzione di tutte le questioni  annesse e connesse (gestione figli, spese, casa, ecc…)  inclusa la divisione amichevole del patrimonio familiare costruito in costanza di matrimonio.

Una soluzione raggiunta di comune accordo  ha statisticamente molte più probabilità di essere correttamente applicata rispetto a una decisione imposta da un giudice che, invece, sarà preda di facile  boicottaggio da chi dei coniugi ritenga di non essere stato ascoltato.

Diamo un’occhiata ai quattro passaggi  necessari per ottenere una separazione consensuale.

PRIMO PASSO: negoziare gli accordi prima di andare dal giudice

In questa fase i coniugi devono essere in grado di negoziare tutte le condizioni della separazione ed è per questo motivo che è opportuno farsi assistere da un avvocato esperto in diritto di famiglia. Ricordati che la fase che precede la separazione è la più importante e più impegnativa ed è fondamentale affidarsi fin da subito a buone mani.

I coniugi dovranno decidere:

La loro residenza durante il procedimento di separazione;

La divisione  dei beni immobiliari;

Condivisione di mobili e conti bancari;

L’eventuale pagamento  dell’assegno di mantenimento a uno dei coniugi e ai figli;

La gestione dei figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti.

Le domande a cui dovrai rispondere unitamente al tuo futuro ex coniuge saranno:

Chi ospita i bambini? Quale sarà la loro residenza privilegiata?

Un coniuge deve versare al l’altro coniuge un contributo  per il mantenimento dei  figli?

Come condividerete  le spese straordinarie (scuola,  medicine, visite mediche, baby sitter, lezioni di sostegno, sport vari etc.)?

Chi riceverà gli assegni familiari e altri benefici sociali e fiscali?

Chi sarà  prenderà le  decisioni importanti sui bambini?

SECONDO PASSO: introduzione della procedura giudiziaria

Quando gli accordi precedenti sono stati firmati da entrambi i coniugi, è necessario che l’avvocato   predisponga un ricorso congiunto da presentare in Tribunale. Tale ricorso dovrà essere accompagnato da accordi preliminari firmati e dai documenti di stato civile.

Il Presidente del Tribunale legge il ricorso e fissa con decreto, entro cinque giorni dal deposito in cancelleria, il giorno della data di comparizione delle parti  dinanzi a sé per il tentativo di conciliazione.

TERZO PASSO: comparizione dei coniugi davanti al Tribunale

I due coniugi unitamente all’avvocato o agli avvocati se entrambi hanno nominato il proprio,  devono comparire dinanzi al Presidente del Tribunale all’udienza fissata.

Il Presidente del Tribunale sentirà i coniugi, prima separatamente poi congiuntamente, tentando la conciliazione.

Se quest’ultima riesce (cosa più unica che rara) il Presidente fa redigere il verbale di conciliazione, se non riesce fa verbalizzare la volontà dei coniugi di separarsi e le condizioni relative ai coniugi e alla prole.

QUARTO PASSO: omologa e trascrizione della separazione nei registri dello stato civile.

Esaurita la fase presidenziale, il tribunale, sentito il parere del Pubblico Ministero,  decide in merito all’omologazione in camera di consiglio e, se ritiene le condizioni concordate dai coniugi legittime e conformi all’interesse dei figli, emette il decreto di omologazione che verrà annotato in calce all’atto di matrimonio dall’ufficiale di stato civile.

Ricorda che la separazione acquista efficacia con l’omologazione che consiste in un vero e proprio controllo di legittimità  delle condizioni di separazione e sulla esistenza e validità del consenso prestato dai coniugi.

Ci sono altri modi per ottenere la separazione consensuale?

Si,  oltre a quello appena descritto esistono altri due modi per separarsi.

La legge n.162/2014 ha introdotto:

  1. la convenzione di negoziazione assistita da un avvocato;
  2. le dichiarazioni dei coniugi al sindaco.

Te ne parleremo in modo più approfondito nel prossimo post.

Non perderlo ed avrai una  mappa completa che ti consentirà di muoverti agevolmente tra i vari strumenti giuridici che hai a disposizione per ottenere una separazione consensuale.

Dove puoi cercare aiuto

La separazione consensuale ti può aiutare a mantenere la pace con l’altro coniuge e con il padre o la madre dei tuoi figli, ma ricorda che non è giusta e opportuna per tutti e per ogni situazione.

Se stai pensando di porre fine al tuo matrimonio e vuoi conoscere le tue opzioni, parla con un avvocato esperto in diritto di famiglia!

Durante questo periodo emotivamente difficile per te, potresti scoprire di avere più opzioni di quanto pensi.

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