La successione legittima

La successione per causa di morte indica il subentro di un soggetto (successore) ad un altro soggetto (defunto) nella medesima posizione giuridica che spettava al defunto e nei rapporti giuridici patrimoniali che non si estinguono con la morte.

In termini legali il defunto viene indicato con il termine latino “de cuius” che sta ad indicare la persona della cui eredità si tratta.

La legge stabilisce solamente due forme di successione: la successione ex lege o legittima e la successione testamentaria. Quindi l’eredità si devolve per legge o per testamento.

La successione può essere interamente testamentaria, se il defunto ha disposto di tutto il suo patrimonio tramite testamento, o interamente legittima, se il defunto non ha redatto alcun testamento o se quest’ultimo si è rivelato invalido. La successione può essere anche in parte testamentaria ed in parte legittima quando il defunto ha disposto tramite testamento solo parzialmente del proprio patrimonio.

E’ molto importante capire quali siano i rapporti tra successione legittima, successione testamentaria e successione necessaria ovvero la tutela che la legge riserva ai più stretti congiunti del defunto (coniuge o persona unita civilmente, figli e ascendenti).

Che cos’è la successione legittima

Si ha successione legittima in assenza totale o parziale di un testamento.

La successione legittima può sussistere solamente quando non vi sia un testamento, quando il testamento c’è ma è nullo, annullato o definitivamente inefficace, ma anche quando il defunto abbia disposto mediante testamento solo di una parte dei suoi beni. In quest’ultimo caso la successione legittima opera solo limitatamente a quanto il testatore non abbia considerato.

Chi sono gli eredi nella successione legittima

Gli eredi nella successione legittima sono il coniuge o la persona unita civilmente, i parenti del defunto in linea retta e collaterali fino al sesto grado e da ultimo lo Stato.

L’art. 565 del codice civile stabilisce infatti che: “Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti, agli ascendenti, ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato, nell’ordine e secondo le regole stabilite nel presente titolo”. Quest’articolo si applica anche alle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, così come previsto dall’art.1 comma 21 L. 20.05.2016 n.76

I gradi di parentela

La parentela unisce coloro che discendono da uno stesso soggetto.

La legge distingue due linee di parentela: parentela in linea retta (la parentela che unisce le persone che discendono l’una dall’altra, come ad esempio nonno, genitore, figlio) e parentela in linea collaterale (parentela che unisce le persone che hanno un ascendente comune, ad esempio fratelli tra loro, zii e nipoti, cugini tra loro).

Il grado di parentela, invece, è la distanza in termini di discendenza tra gli appartenenti alla stessa famiglia. Tra padre e figlio c’è parentela di primo grado; tra fratelli c’è parentela di secondo grado; tra nonno e nipote, parentela di secondo grado, tra nipote e zii parentela di terzo grado, tra cugini parentela di quarto grado.

Il rapporto di parentela ha conservato la sua importanza nella materia della successione ereditaria: infatti, l’art. 565 c.c. stabilisce che, in mancanza di testamento, l’eredità si devolve per legge ai parenti del defunto secondo un certo ordine, con il limite, sancito dall’art. 572 c.c., che la successione non può aver luogo tra i parenti oltre il sesto grado (ad esempio, i figli di cugini sono parenti di sesto grado).

Le quote

Eredi legittimi all’apertura della successione Quote spettanti agli eredi legittimi
Solo il coniuge (senza figli, ascendenti e collaterali) 1/1 al coniuge
Coniuge e un figlio ½ al coniuge e ½ al figlio
Coniuge e due o più figli 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli da dividersi in parti uguali
Coniuge ed ascendenti o fratelli e sorelle (senza figli) 2/3 al coniuge e 1/3 ad ascendenti o fratelli e sorelle, salvo il diritto degli ascendenti a ¼ dell’eredità
Solo un figlio (senza coniuge) 1/1 al figlio
Due o più figli (senza coniuge) l’intero da dividersi in parti uguali
Solo ascendenti

½ agli ascendenti in linea paterna,

½ agli ascendenti in linea materna

Solo fratelli e sorelle

l’eredità si divide in parti uguali;

i fratelli e le sorelle unilaterali (padre o madre diversi) conseguono però la metà della quota dei germani (stessi genitori)

Solo fratelli/sorelle e genitori

½ ai genitori o a quello dei due che sopravvive

½ ai fratelli/sorelle

Altri parenti prossimi senza figli, genitori, fratelli/sorelle e loro discendenti, ascendenti senza distinzione di linea, sempre per il principio del parente più vicino che prevale su quello remoto l’eredità si divide in parti uguali tra i successibili di pari grado, compresi senza distinzioni di linea anche i collaterali (quindi zii e/o cugini ad esempio).
Coniuge separato ha diritto alla stessa quota del coniuge superstite, purché non gli sia stata addebitata la separazione.

 

Il Coniuge

Il coniuge è il primo soggetto indicato quale successibile per legge e può concorrere con i figli, con gli ascendenti e con i fratelli e le sorelle del defunto.

  • Al coniuge superstite spetterà l’intero patrimonio ereditario ove sia il solo chiamato all’eredità e non concorra con i figli, con gli ascendenti e con i fratelli e le sorelle del defunto. L’art.583 c.c. stabilisce infatti che “in mancanza di figli, di ascendenti, di fratelli o sorelle, al coniuge si devolve tutta l’eredità”.
  • Al coniuge superstite spetterà la quota di un mezzo del patrimonio ereditario, ove concorra con un figlio, e di un terzo, ove concorra con due o più figli del defunto. L’art. 581 c.c. stabilisce infatti che “Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi”.
  • Al coniuge superstite spetta la quota di due terzi ove concorra con gli ascendenti e/o con i fratelli e le sorelle del defunto. L’art.582 c.c. dispone infatti: “Al coniuge sono devoluti i due terzi dell’eredità se egli concorre con gli ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri. In questo ultimo caso la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle, secondo le disposizioni dell’art. 571, salvo in ogni caso agli ascendenti il diritto a un quarto dell’eredità”.

Al coniuge, anche quando concorre con altri chiamati, sono riservati il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano se di proprietà del defunto o comuni.

Il coniuge separato senza addebito

Il coniuge separato a cui non sia stata addebitata la separazione si trova nella medesima situazione del coniuge che non è separato, per cui ha diritto alle stesse quote ereditarie. L’art. 585 c.c. infatti dispone che “Il coniuge a cui non sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato”.

Il coniuge separato con addebito

Il coniuge separato con addebito è escluso dalla successione del coniuge defunto, potrà beneficiare del diritto ad un assegno solo nel caso in cui gli sia stato riconosciuto il diritto agli alimenti e ne benefici al tempo dell’apertura della successione.

Il coniuge divorziato

Il coniuge divorziato perde ogni diritto successorio ad eccezione di un assegno periodico (legato di alimenti) a carico dell’eredità nella misura stabilita dalla legge 1 dicembre 1970 n. 898, qualora non avendo mezzi adeguati già ricevesse un tale assegno dall’ex coniuge.

La persona unita civilmente

Alla persona unita civilmente si applicano le medesime disposizioni di legge riferite al coniuge in materia di successione legittima.

Il Convivente di fatto

Al convivente di fatto non si applicano le norme successorie di cui agli artt. 536 c.c. ma può godere solo di alcuni e limitati diritti successori (RICHIAMO AL POST).

I figli

I figli anche adottivi succedono ai genitori in parti uguali. Tutti i figli hanno gli stessi diritti.

I figli adottivi non rientrano nella successione dei parenti dell’adottante, salvo che siano adottati con l’adozione legittimante: in tal caso sono completamente equiparati ai figli legittimi.

Inoltre solamente i figli concepiti al tempo dell’apertura della successione, cioè nati entri i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta, possono succedere.

Nella successione testamentaria, invece, possono succedere anche i nascituri non concepiti.

I genitori e gli ascendenti

Se il defunto era senza coniuge e senza figli e senza fratelli o sorelle e loro discendenti, gli unici eredi sono i suoi genitori in parti uguali o il genitore che sopravvive.

Se il defunto era senza figli, senza genitori, fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono per metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna. Se gli ascendenti non sono di uguale grado, l’eredità viene devoluta al più vicino senza distinzione di linea. Se, ad esempio, al momento della morte rimangono in vita il nonno paterno e la bisnonna materna, sarà il nonno paterno (parente di secondo grado) ad escludere la bisnonna materna (parente di terzo grado) dalla successione.

I fratelli e le sorelle

Se il defunto era senza prole, né genitori, né altri ascendenti, gli succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali. I fratelli e le sorelle unilaterali conseguono, però, la metà della quota dei fratelli germani. I fratelli unilaterali che hanno in comune il padre sono denominati consanguinei, se invece hanno la stessa madre si chiamano uterini e ricevono la metà della quota che spetta ai fratelli germani, cioè di coloro che sono figli degli stessi genitori.

Il concorso di genitori o ascendenti con fratelli e sorelle

I genitori che succedono in concorso con i fratelli e le sorelle del defunto senza coniuge e figli, ereditano almeno la metà del patrimonio. Se vi sono fratelli o sorelle unilaterali, ciascuno di essi consegue la metà della quota che consegue ciascuno dei germani o dei genitori, salva in ogni caso la quota della metà in favore di questi ultimi.

Gli altri parenti

Se il defunto era senza figli, né genitori, ne altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si devolve a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea, purché entro il sesto grado. Tutti i parenti di grado superiore al sesto non vengono considerati ai fini della successione. In mancanza di parenti entro il sesto grado, l’eredità è acquistata dallo Stato.

La successione dello stato

L’acquisto da parte dello Stato avviene in modo automatico quando non ci sono più successibili: ciò nasce dalla esigenza che il successore venga individuato in ogni caso. L’art. 586 c.c. stabilisce infatti che “L’acquisto si opera di diritto, senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinunzia”.

Nel caso in cui i successibili non esistano, l’acquisto dell’eredità da parte dello Stato avviene al momento dell’apertura della successione ma non si consolida finchè il diritto ad accettare l’eredità non sia prescritto; nel caso in cui i successibili esistano ma non possano o vogliano accettare l’eredità, l’acquisto si verifica solo una volta che i precedenti chiamati abbiano perso il diritto di accettare.

Lo Stato beneficia di un regime di responsabilità limitata, poiché ai sensi dell’art. 586 c.c. “Lo stato non risponde dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni acquistati”.

La rinuncia all’eredità

Il chiamato all’eredità può manifestare la volontà di non acquisire quanto gli viene offerto per legge o per testamento rinunciando ad accettare l’eredità.

La rinuncia ha effetto retroattivo; pertanto, chi rinuncia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato (art. 521 c.c.).

L’erede rinunciante non risponde dei debiti contratti dal defunto.

La rinuncia produce l’effetto di far passare il diritto di accettare l’eredità nella sfera giuridica di altri soggetti.

Se il chiamato che rinuncia non concorre con altri coeredi, il diritto di accettare l’eredità passa ai chiamati di ordine e grado ulteriore e, in mancanza di successibili legittimi o testamentari, la devoluzione avviene in favore dello Stato. Se invece il chiamato rinunciante concorre con altri coeredi, la quota di eredità va devoluta mediante il meccanismo della rappresentazione oppure viene devoluta agli ascendenti. Se ciò non è possibile si verifica l’accrescimento.

La dichiarazione di successione

Gli adempimenti fiscali, relativi in particolare alla liquidazione delle imposte, si curano a mezzo della dichiarazione di successione. All’apertura della successione i chiamati hanno a disposizione dodici mesi per presentarla e pagare le relative imposte. La dichiarazione di successione deve essere presentata telematicamente all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate.

L’assistenza legale

Lo Studio Legale Forani presta assistenza e consulenza in materia di successioni su tutto il territorio nazionale.

È possibile prenotare un appuntamento:

1. utilizzando l’apposito modulo di contatto;

2. chiamando i numeri dello studio in orario di ufficio (0733.81.45.54 e 0733.81.41.10)

3. scrivendo un’e-mail all’indirizzo info@studiolegaleforani.it

Verrai ricontattato entro 24/48 ore.

Avv.Francesca Forani – Vietata la riproduzione anche parziale (tutti i contenuti sono protetti dal diritto d’autore)

    Contattaci

    Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.

    Leggi i post correlati

    L’assegno di mantenimento per i figli. Ecco da dove iniziare

    L’assegno di mantenimento per i figli. Ecco da dove iniziare

    Ogni genitore è finanziariamente responsabile per il proprio figlio. Per  un bambino l’esperienza della separazione e del divorzio dei genitori  rappresenta   la perdita del proprio nucleo familiare ed è,  quasi sempre,  la causa di un intenso disagio emotivo. Per la...

    L’assegnazione della casa coniugale

    L’assegnazione della casa coniugale

    La casa coniugale rappresenta quello spazio fisico carico di emozioni e di significati affettivi che simboleggiano l’unione di due persone. E’ lo specchio della loro identità di coppia e del loro progetto di vita insieme. Talvolta la casa è una delle risorse più...

    Separarsi Con Serenità: Istruzioni Per L’Uso

    Separarsi Con Serenità: Istruzioni Per L’Uso

    Hai preso la difficile decisione di porre fine al tuo matrimonio, ma non vuoi che il tuo divorzio o la tua separazione diventino un incontro di boxe devastante? Un’ esperienza in cui tu e il tuo partner vi odierete a vicenda alla fine del percorso? La separazione e il...

    La separazione consensuale  – Parte II

    La separazione consensuale – Parte II

    LA CONVENZIONE DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA E’ una procedura conciliativa, che consiste in un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza dei propri avvocati...

    La separazione consensuale – Parte I

    La separazione consensuale – Parte I

    "Caro avvocato io e mio marito non abbiamo mai preso in considerazione il divorzio ... a volte l’omicidio, ma mai il divorzio." Così si espresse una mia cliente,alcuni anni fa, rimasta vedova e rivoltasi al mio studio per problemi di successione. Tra il divorzio e...

    Bi-genitorialità = divisione paritaria?

    Bi-genitorialità = divisione paritaria?

    Quando si parla di bigenitorialità e di tempi paritari di permanenza dei genitori presso i figli, mi balza alla mente la storia del re Salomone e delle due mamme del bambino da tagliare a metà. Da dimezzare, in questo caso, non saranno i figli, ma il tempo da...

    Fino a quando dovrò mantenere mio figlio?

    Fino a quando dovrò mantenere mio figlio?

    “Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande” diceva il mitico Charlie Brown . Ma alla domanda delle cento pistole come rispondere? Fino a quando dobbiamo mantenere i nostri figli? Si sa che ai genitori spetta l’onere di continuare ad...

    SCARICA IL LIBRO SU AMAZON

    RICHIEDI LE NOSTRE GUIDE GRATUITE

    COSA DEVI FARE SE STAI PENSANDO DI SEPARARTI
    COME CREARE UN PIANO GENITORIALE EFFICACE